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Prodotti DE.CO

I prodotti De.Co. della nostra città sono:
LA TORTA TURUNINA
LA SALSICCIA DI CREMONA
I MARUBINI DI CREMONA
LA TORTA BERTOLINA
IL TORRONE TRADIZIONALE DI CREMONA
LA MOSTARDA TRADIZIONALE DI CREMONA
LA TORTA TURUNINA
Non esistono radici e ragioni storiche che suffragano l'esistenza della Torta Turunina in epoca antica. Essa rappresenta un valido esempio di come prodotti della tradizione cremonese siano utilizzati in elaborazioni da pasticceria. La nascita della torta Turunina risale alla fine degli anni Novanta, grazie all'estro e alla creatività di pasticceri cremonesi che, con tale dolce, intendono esaltare e valorizzare il prodotto simbolo della tradizione cittadina, il torrone, utilizzandolo in una nuova ricetta.

LA SALSICCIA DI CREMONA
Gli storici fanno risalire l'origine delle salsicce agli antichi Romani. La carne tritata, aggiunta a spezie o più frequentemente uova, viene lavorata e comunque destinata alla cottura, arrostita o lessata. La salsiccia era, di solito, di carne suina, ma non si disdegnava di accompagnarla a carne di bovino. A Cremona, in particolare, l'uso della carne bovina è testimoniato qualche secolo più tardi dal notabile Ludovico Cavitelli, che nel 1583 attribuisce ai Cremonesi la pratica di utilizzare carne o suina o bovina per confezionare salsicce. Pare, così, dalle parole di Cavitelli, che questo tipo di salsiccia sia stato proprio inventato entro le mura cittadine. In anni più recenti, le macellerie di Cremona hanno ripreso la produzione di salsiccia con carne magra di bovino, priva di sale e conservanti, corretta semplicemente da spezie.

I MARUBINI DI CREMONA
Il marubino in brodo è il più famoso e antico dei primi piatti di Cremona. E' una pasta ripiena di carne, cotta in un brodo ottenuto con tre diversi tipi di carne: maiale, manzo e gallina. La sua origine risale alla metà del ?400; a tramandarci la ricetta è lo stesso Platina. La tradizione vuole che nel 1414, Cabrino Fondulo, Signore di Cremona, invitasse a Cremona il Papa e l'imperatore Sigismondo di Lussemburgo, con l'intento di scaraventarli dal Torrazzo. Durante un banchetto, fece servire ai due illustri ospiti uno straordinario piatto in brodo, i marubini di Mubone, quale omaggio cinico a due prossimi ed imminenti defunti. Si narra che il ringraziamento spassionato per quel piatto regale fece recedere il despota dal suo proposito. Fu così che si radicò il convincimento popolare che «en piàt de marubéen el fà resusitàa àan i mòort» (un piatto di marubini fa resuscitare anche i morti).

LA TORTA BERTOLINA
Nel 1638, Giuseppe Bresciani manda alle stampe il Diario curioso di quello che s'osserva giornalmente nella Città di Cremona tanto nelle cose spirituali che temporali, che raccoglie anche numerose abitudini alimentari della città. Ad esempio, nel periodo natalizio, viene citata la fugaccia, ovvero una semplice focaccia. E' forse la stessa che troviamo nominata nel 1898 da Giovanni Lonati ne La Ciadin a teater, dove si racconta che a Cremona, d'inverno, è d'uso consumare la torta bertolina, una focaccia di cipolline, addolcita da zucchero a velo. Non vi è prova, ma pare che il nome derivi dalla statua di Berta che, già nel Cinquecento, il 14 agosto, era portata in processione e vestita dalla corporazione dei fornai. Ne I Cremonesi a tavola di Ambrogio Saronni è descritto che, durante il periodo natalizio, ai giovanissimi era destinata una focaccia, citata con il nome di "torta bertolina".

IL TORRONE TRADIZIONALE DI CREMONA
Cremona è universalmente riconosciuta come una delle patrie storiche del torrone. Sull'origine del prodotto esistono diverse ipotesi; anche l'etimologia della parola "torrone" non è certa, ma i più la riconducono al termine "torrione", per la forma che ricorda quella del Torrazzo. Famosa è la leggenda che fa risalire la nascita del torrone alle nozze di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, celebrate a Cremona il 25 ottobre 1441. Non si sa con certezza quando il torrone fece la sua prima comparsa a Cremona. È certo però che, già nel Cinquecento, fosse uno dei prodotti tipici della città, noto ed apprezzato tanto da essere donato alle autorità spagnole ed al senato di Milano in occasione delle festività natalizie. In un manoscritto del XVII secolo, si trova una minuziosa descrizione del procedimento per preparare il torrone di Cremona. Caratteristica del torrone di Cremona è l'uso della mandorla. Sino a qualche decennio fa, era presente a Cremona un radicato artigianato del torrone. Oggi la produzione è prevalentemente industriale, ma è comunque diffuso ed apprezzato il torrone prodotto secondo le ricette originali dalle pasticcerie più antiche della città.

LA MOSTARDA TRADIZIONALE DI CREMONA
La mostarda tradizionale di Cremona è a base di frutta candita, con l'aggiunta di senape, ed è servita con carni e formaggi per dare un gusto dolcemente speziato. Il primo documento che associa la mostarda a Cremona è una ricetta in un libro stampato a Liegi nel 1604. Altre ricette storiche sono state scritte nel 1666 e nel 1866. Si parla della mostarda cremonese anche in documenti del Settecento e dell'Ottocento. Agostino Cavalcabò ci informa che nel 1774 erano attive a Cremona 20 fabbriche di torrone e mostarda, probabilmente attività artigianali a conduzione familiare. Francesco Cherubini nel suo vocabolario Milanese-Italiano (1839-1843), a proposito di mostarda, afferma che "la confezione che si fabbrica a Cremona, secondo il metodo dei Cremonesi... noi abbiamo per la più squisita". Le relazioni della Camera di Commercio, dal 1854, testimoniano l'importanza della produzione di mostarda nell'economia cremonese. Nel "Manuale del cuoco" di Giuseppe Gorrini (1884) si riporta la ricetta della mostarda di Cremona. Nei cenni statistici sulle industrie cremonesi del 1907, si legge che la mostarda è una specialità locale lavorata da numerose ditte del territorio cittadino. Ne esistono di due qualità: una più economica, con il miele, ed una più costosa, con lo zucchero. Oltre alla vendita in Italia ed in Europa "havvi poi un attivo commercio di esportazione nelle Americhe".

Indirizzo: 
Piazza del Comune 8 ,Cremona