• Italiano
  • English
  • Français
  • Español
  • Deutsch

Città dell'Arte e della Cultura

Cremona è una Città d?arte, con un ricco e variegato patrimonio culturale e monumentale, e un sistema museale tra i più importanti a livello nazionale. La piazza del Comune, con il complesso monumentale costituito dal Torrazzo, dal Duomo, dal Battistero, dal Palazzo del Comune e dalla Loggia dei Militi costituisce uno dei più significativi esempi di architettura medievale, rimasto ancora integro in tutto il suo splendore. Fra i luoghi simbolo della cultura cremonese vi è il Teatro ?Ponchielli?, un teatro storico e di tradizione, vero e proprio gioiello architettonico, perfettamente conservato, che offre un cartellone di grande prestigio, con stagioni di prosa, operistiche, concertistiche e musicali di elevata qualità. Di seguito, ecco i luoghi che non si possono perdere.

La fondazione originaria della chiesa dedicata al grande santo guerriero si deve, secondo la tradizione, alla Regina Teodolinda che, alla morte del marito Agilulfo avvenuta nel 615, pose mano alla costruzione di questa e di molte altre chiese cittadine. L'edificio, di stile longobardo, fu rifatto alla fine del XII secolo, contemporaneamente alla vicina chiesa di S. Lorenzo e i capitelli delle colonne longobarde furono riutilizzati all'interno della cripta della chiesa.
L'interno si presenta ancor oggi austero e solenne, conservando ancora l'impianto della chiesa romanica per quanto arricchito e appesantito da altari, dipinti e decorazioni aggiunti in epoche successive.

La piazzetta di S. Omobono, sulla quale sorge la chiesa, è pavimentata con acciottolato disuguale che ricopre un cimitero diventato poi fossa comune durante la peste del 1630.
Sulla piazza si affacciano anche Palazzo Pallavicino e palazzo Cattaneo.
La chiesa, dedicata inizialmente a S. Egidio, venne in seguito intitolata al santo patrono della città poiché in essa Omobono vi morì durante la celebrazione della messa il 13 novembre 1197.

La chiesa di S. Pietro venne eretta nel 1064 sull'antica sponda del Po. furono i monaci Benedettini, che qui risiedevano, a bonificare la zona, rendendola salubre. Nel 1439 subentrarono i Canonici Lateranensi e a loro spetta la ristrutturazione della primitiva chiesa romanica, fino ad assumere nel 1573, con l'intervento dell'architetto Francesco Dattaro, l'aspetto attuale.
L'interno rispetta nella struttura architettonica i canoni borromei di semplicità e funzionalità, a tre navate con transetto laterale di minima ampiezza. il complesso decorativo affrescato sulle volte dell'interno crea un effetto di fastosa esuberanza cromatica: cariatidi, festoni e cornicioni prospettici si alternano a riquadri centrali e storie di S.

La chiesa, dedicata alle sante Margherita e Pelagia esiste a Cremona da epoca remota. Nel 1519 ne venne nominato priore l'umanista e poeta cremonese Marco Gerolamo Vida, poi vescovo d'Alba, che ne volle l'integrale ricostruzione e nel 1547 affidò a Giulio Campi la realizzazione architettonica dell'edificio e la decorazione interna a fresco.

La chiesa, affidata ai monaci Gerolomini verso la metà del XV secolo e ricostruita a partire dal 20 giugno 1463 con la posa della prima pietra, tuttora visibile dietro l'altare maggiore, venne progettata per volontà di Bianca Maria Visconti a ricordo del matrimonio con Francesco Sforza avvenuto nel 1441 nella primitiva chiesetta già dedicata dai frati Vallombrosani a S. Sigismondo. I lavori di edificazione della chiesa furono terminati nel 1492.
La chiesa, a navata unica con cappelle laterali, venne affrescata a partire dal 1535 e rappresenta uno dei più significativi complessi decorativi del Manierismo Cinquecentesco dell'Italia settentrionale, stilisticamente armonico e unitario nonostante l'intervento di diversi pittori.

Su questa piazza si affacciano Palazzo Cittanova, Palazzo, Trecchi e la Chiesa di S. Agata. Piazza Cittanova fu il nuovo nucleo dell'espansione medioevale della città, per volere della fazione dei "popolari" chesi contrapponeva a quella dei "notabili" che aveva il suo centro nella più antica piazza del Comune.

Si trova a duecento metri da Piazza del Comune e su di essa si affaccia uno dei più notevoli edifici del periodo fascista: il Palazzo dell'Arte progettato da Carlo Cocchia.