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Città dell'Arte e della Cultura

Cremona è una Città d?arte, con un ricco e variegato patrimonio culturale e monumentale, e un sistema museale tra i più importanti a livello nazionale. La piazza del Comune, con il complesso monumentale costituito dal Torrazzo, dal Duomo, dal Battistero, dal Palazzo del Comune e dalla Loggia dei Militi costituisce uno dei più significativi esempi di architettura medievale, rimasto ancora integro in tutto il suo splendore. Fra i luoghi simbolo della cultura cremonese vi è il Teatro ?Ponchielli?, un teatro storico e di tradizione, vero e proprio gioiello architettonico, perfettamente conservato, che offre un cartellone di grande prestigio, con stagioni di prosa, operistiche, concertistiche e musicali di elevata qualità. Di seguito, ecco i luoghi che non si possono perdere.

L?attuale costruzione risale al 1616 e fu realizzata in luogo di quella precedente del 1386 nella quale, dal 1456, ebbe sede la Confraternita di S. Maria della Misericordia e di S. Giovanni Decollato, cui spettava il compito di assistere i condannati a morte e di seppellirli nel cimitero dell?oratorio annesso alla chiesa.
Questa chiesa ha struttura quasi cubica, con un prolungamento per l?abside ed il presbiterio realizzato nel 1657 su progetto di A. Capra, ed è sormontata da una cupola con lanterna. L?impianto e la concezione della facciata a doppio ordine con serliana sono di stampo classico.

Ove ora sorge l'attuale chiesa nel 1137 ne sorgeva un'altra più piccola con facciata rivolta a est, ossia opposta rispetto a quella odierna. La costruzione attuale risale al XVIII secolo ed inglobò parti delle strutture precedenti. La costruzione della nuova chiesa fu iniziata dagli Eremitani Scalzi appartenenti all'ordine Agostiniano nel 1716 e venne terminata, ad eccezione della fronte, nel 1776. La facciata, incompiuta, rivela nella parte inferiore l'intenzione di adeguarsi ai canoni stilistici del rococò.
L'interno si presenta ad aula unica coperta da volta. Nella parte mediana della chiesa spiccano tre grandi affreschi settecenteschi, racchiusi in eleganti cornici in stucco. Le altre decorazioni della volta furono eseguite nel 1895 da V. Gamba.

La chiesa di Sant'Imerio venne eretta, secondo quanto riferisce il Merula, dal Vescovo Cesare Speciano nel 1606 insieme all'attiguo convento per accogliere l'Ordine riformato dei Carmelitani Scalzi.
La facciata si presenta incompiuta, mentre l'interno a navata unica, e' in stile composito e riflette l'intervento delle varie epoche. Entrando troviamo a destra il primo altare su cui e' posto un dipinto raffigurante la Vergine con il Bambino e S. Antonio di G.B. Natali che lo eseguì nel 1687. Sul terzo altare vi e' il Riposo in Egitto, del Genovesino. L'altare maggiore conserva la Vergine con il Bambino, opera del Caffi.
Nella prima cappella di sinistra troviamo S. Giovanni che predica nel Deserto, opera seicentesca di Roberto De Longe, mentre nella terza cappella vi e' una S.

E? dedicata a Santa Lucia una bella chiesa a tre navate tra le più antiche della città (l?attuale edificio è del XII secolo con notevoli rifacimenti del XVI, ma le notizie su questa chiesa risalirebbero addirittura all?XI). La pala dell?altare maggiore, eseguita dal pittore cremonese Angelo Massarotti (XVI sec.), rappresenta la Comunione della Santa in fin di vita con il pugnale ancora conficcato in gola; inoltre vi si venera su un altare della navata sinistra un simulacro ligneo policromo della Martire scolpito da Giacomo Bertesi (1643-1710); la santa vi è ancora raffigurata in un affresco della volta della navata centrale. Nella chiesa si custodisce anche una piccola reliquia di Santa Lucia sulla quale una targhetta recita: ?ex carne S. Luciae V.

Questa chiesa, unico esempio di architettura religiosa barocca a Cremona, fa parte del complesso in cui ebbe sede il collegio dei Gesuiti. Venne edificata nel 1602 dall'architetto F. Bigallo per volere del vescovo Cesare Speciano e aperta al pubblico dal 1608 nonostante la costruzione fosse ancora incompiuta. Il compito di terminarla fu, in seguito, affidato ai Gesuiti, divenuti proprietari della chiesa e dell'attiguo monastero. La facciata, incompiuta, si presenta scandita da lesene marmoree scanalate di ordine corinzio gigante, inquadranti, al centro, il maestoso portale e la finestra a serliana.
L'interno è a navata unica con cappelle laterali, riccamente ornato da stucchi in bianco e oro ed è coperta da volte a botte, rispecchiando la tipologia delle chiese della congregazione.

La chiesa venne eretta con l'intitolazione a S. Clemente mentre il culto verso S. Maria Maddalena venne introdotto alla metà del XV secolo, quando venne trasportata qui, da un oratorio situato presso porta Ognissanti, una statua della santa.
Nel frattempo si rese necessario l?ampliamento della chiesa, conclusosi nel luglio del 1484, ed a progettarla fu Lazzaro Pozzali, uno degli architetti più impegnati nel rinnovamento architettonico rinascimentale della città, voluto da Bianca Maria Visconti.
La struttura architettonica quattrocentesca della chiesa presenta sia elementi rinascimentali sia reminiscenze tardo gotiche.