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Città dell'Arte e della Cultura

Cremona è una Città d?arte, con un ricco e variegato patrimonio culturale e monumentale, e un sistema museale tra i più importanti a livello nazionale. La piazza del Comune, con il complesso monumentale costituito dal Torrazzo, dal Duomo, dal Battistero, dal Palazzo del Comune e dalla Loggia dei Militi costituisce uno dei più significativi esempi di architettura medievale, rimasto ancora integro in tutto il suo splendore. Fra i luoghi simbolo della cultura cremonese vi è il Teatro ?Ponchielli?, un teatro storico e di tradizione, vero e proprio gioiello architettonico, perfettamente conservato, che offre un cartellone di grande prestigio, con stagioni di prosa, operistiche, concertistiche e musicali di elevata qualità. Di seguito, ecco i luoghi che non si possono perdere.

Nel 1967, durante i lavori per la sede della Camera di Commercio, furono individuati i resti di due strade romane, una quasi parallela all?odierna via, con direzione NE/SO, l?altra ad essa ortogonale.
Si tratta di selciati costituiti da lastroni (basoli) in pietra disposti su un sottofondo di frammenti di laterizi, anfore, mattoni e tegole.
Su entrambi i lati del tratto lungo via Solferino si conservano i resti dei marciapiedi (crepidines), mentre presso il lato orientale è stato messo in luce un frammento di tubazione (fistula) in piombo, parte del sistema di approvvigionamento idrico per gli edifici prospicienti la strada.
La via costituisce uno dei cardines minori della città romana, parallelo al cardo maximus corrispondente all?asse degli attuali corso Campi, via Verdi e via Monteve

Nelle cantine di Palazzo Dasti sede della Scuola Elementare Capra Plasio si vedono i resti di almeno tre ambienti mosaicati, pertinenti ad un'unica domus, databili tra la seconda metà del I secolo d.C. e gli inizi del II c.C..
Il vano più grande è una sala da banchetti (triclinium) con mosaico nero ravvivato da crocette bianche. Sui lati erano presenti due ambienti più piccoli.

Fu uno dei primi teatri allestiti in città: voluto nel 1670 dalla famiglia dei marchesi Ariberti, era destinato ad un utilizzo privato, con passaggio sopraelevato, ancor oggi visibile a sud-est, che lo collegava al palazzo residenziale. Trasformato in oratorio religioso dai Padri Filippini, rimase aperto al culto fino al 1798. Successivamente l'architetto Faustino Rodi lo riportò alla sua originale funzione di teatro con fruizione pubblica nella forma architettonica ancor oggi visibile, ultimata nel 1807.

L?idea cardine del Museo ruota attorno al concetto di voler presentare la ?Storia Religiosa della Diocesi di Cremona?, accanto all?impegno di deposito dei beni storico ? artistici provenienti da alcune chiese non più sede di culto.

La chiesa di S. Abbondio è di fondazione romanica: annesso all'edificio era il convento dei Benedettini, ai quali subentrarono, nel corso del XIII secolo, gli Umiliati. A questi ultimi spettano, nella seconda metà del XV secolo, l'ampliamento e la ricostruzione sia della chiesa che del monastero. Soppressi gli Umiliati, nel 1579, subentrò l'ordine dei Teatini che decise un secondo rifacimento dell'edificio religioso, consacrato nel 1591. La chiesa si presenta attualmente a navata unica con altari laterali, non eccezionale come dimensioni ma interamente coperta di affreschi cinquecenteschi.

La chiesa originaria, risalente al 1077, fu ricostruita in stile romanico nel corso del XII secolo.

La piazza di S. Agostino ha mantenuto durante i secoli sia la struttura originaria sia il suo perimetro: già nella pianta di Cremona eseguita nel 1582 da Antonio Campi la si vede così come la si può ammirare ai giorni nostri. Eretto fra il 1339 e il 1345 incorporando la precedente chiesa di S. Giacomo in Braida, l'attuale edificio, costruito dai padri eremitani di S. Agostino, subì invece nel 1553 un ampio rimaneggiamento degli spazi interni, conservando nella forma originaria solo la struttura a capanna della facciata, alleggerita dalla galleria ad archi ogivali.