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Città dell'Arte e della Cultura

Cremona è una Città d?arte, con un ricco e variegato patrimonio culturale e monumentale, e un sistema museale tra i più importanti a livello nazionale. La piazza del Comune, con il complesso monumentale costituito dal Torrazzo, dal Duomo, dal Battistero, dal Palazzo del Comune e dalla Loggia dei Militi costituisce uno dei più significativi esempi di architettura medievale, rimasto ancora integro in tutto il suo splendore. Fra i luoghi simbolo della cultura cremonese vi è il Teatro ?Ponchielli?, un teatro storico e di tradizione, vero e proprio gioiello architettonico, perfettamente conservato, che offre un cartellone di grande prestigio, con stagioni di prosa, operistiche, concertistiche e musicali di elevata qualità. Di seguito, ecco i luoghi che non si possono perdere.

La sua storia è strettamente collegata alla "Società dei Militi" di cui facevano parte i più eminenti abitanti della città e del contado. Eretta nel 1292 è un interessante esempio di architettura comunale, avviata a trasformarsi in signorile. Sotto il portico si conserva l'emblema di Cremona di epoca napoleonica proveniente da una delle antiche porte medievali distrutte in epoca successiva .

La fondazione del 1100 e gli ampliamenti del 1200 e del 1300
Non esistono notizie sicure su chiese paleocristiane preesistenti alla Cattedrale. È plausibile, però, che ne esistano due prima del 26 agosto 1107 quando, come testimonia la pietra di fondazione, iniziano i lavori di edificazione. È un terremoto, come narra diverse decine d'anni più tardi il vescovo Sicardo, ad interrompere nel 1117 i lavori, ripresi poi nel 1129. Non è ancora oggi chiaro quanto della costruzione venga danneggiato dal sisma; è certo, però, che parecchio del materiale del vecchio edificio viene riutilizzato, compresi alcuni elementi decorativi come i profeti del portale maggiore.
L'aspetto originale del Duomo, di impianto romanico, è ben diverso dall'attuale.

Accanto alla cattedrale sorge il Battistero, edificio romanico a pianta ottagonale (l?ottavo giorno sarebbe quello della Creazione e quindi del Battesimo). La sua edificazione inizia nel 1167 ma viene largamente rimaneggiato tra il 1553 e il 1558. Il cambiamento più evidente interessa i due lati prospicienti la piazza. Originariamente di cotto, vengono rivestiti di marmo per adeguarsi alla facciata della cattedrale, anch?essa rivisitata in quell?epoca. A fine 1500 il Battistero viene anche dotato di un protiro con due leoni stilofori, opera di Angelo Nani e Pietro Capra, e la parte superiore della costruzione viene elevata e arricchita con una loggia di pilastrini.
Nell?interno al centro è collocata la grande cisterna, un blocco unico in rosso ammonitico, opera di Lorenzo Trotti (1531).

La casa di corso Garibaldi 57, allora contrada S.Luca, fu abitazione e bottega di Antonio Stradivari dal 4 luglio 1667, data di matrimonio del liutaio cremonese con Francesca Ferraboschi.

L'edificio, di proprietà privata, ricorda il celebre liutaio con una targa commemorativa esterna. È aperto al pubblico durante la manifestazione Liuteria in Festival (ottobre) e, negli altri periodi dell'anno, è visitabile previo accordi con i proprietari (tel. 0372 30500).

Edificato intorno alla metà del XV secolo dalla famiglia Roncadelli, passò poi alla famiglia Pallavicino e successivamente al marchese Ariguzzi.
Ristrutturato nel 2005, è ora sede della prestigiosa Fondazione Antonio
Stradivari, nata con lo scopo di promuovere la liuteria attraverso concorsi, convegni, congressi e rassegne, e della mostra permanente degli strumenti vincitori dei Concorsi Triennali Internazionali di Liuteria. Recentissimo il trasferimento in questa sede della Scuola Internazionale di Liuteria,
anch'essa dedicata all'insigne liutaio, con iscritti da tutto il mondo.

Il palazzo fu costruito nell'ultimo decennio del sec. XV dall'architetto Bernardino de Lera, probabilmente su indicazioni del committente, Eliseo Raimondi, che fu un apprezzato umanista. La facciata a marmi bianchi e rosa si stacca per originalità dagli altri edifici cittadini, prevalentemente costruiti in cotto, e contribuisce a farne una delle opere piu' significative del Rinascimento cremonese.
La facciata è spartita da lesene binate che spezzano il ritmo orizzontale della copertura marmorea bicromatica. La decorazione in bugnato si rifà ad esempi forniti dai palazzi toscani ed emiliani dello stesso periodo, anche se interpretata in maniera meno accentuata.

Edificato nel 1496, Palazzo Trecchi ha attraversato metà del nostro millennio con un simbolo del prestigio e del potere consacrato all'ospitalità.

La storia lo ha rinominato Dimora dei "Principi Transitanti" perché fra queste mura, nella quieta e ricca provincia, lontano dai disordini della grande città, trovano ristoro e degna accoglienza i grandi personaggi che il Duca di Milano affidava alle esperte e nobili cure della famiglia Trecchi.

Carlo V, Federico Gonzaga, Cristina di Danimarca, Massimiliano d'Austria, il Cardinale Medici, sono solo alcuni dei nomi che qui soggiornano nell'era d'oro del Rinascimento, trasformando il cuore di Cremona in una piccola ma raffinatissima corte.

La storia cambia forma, ma non sostanza, quando a metà dell'800 i marchesi Trecchi decidono di rinno