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CREMONA - LA CITTA' NOVA

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L'itinerario parte dal cuore della città e si snoda lungo l'asse di Corso Campi e Corso Garibaldi dove si trova il "nuovo nucleo" dell'espansione medioevale della città, per volere della fazione dei "popolari". Questa si contrapponeva infatti a quella dei "notabili" che aveva il suo centro nella più antica piazza del Comune.


1. Chiesa di San Luca – Corso Garibaldi (visitabile)
La chiesa di S. Luca è probabilmente stata fondata nel XII secolo con una semplice facciata a capanna, ancor oggi visibile, anche se arricchita da un elegante protiro antistante il portale d'ingresso, costruito nel 1415.
Della decorazione interna quattrocentesca rimangono due ambienti ubicati nell'attuale sacrestia e realizzati da Antonio de Ferrara nel 1419 di evidente stile tardo gotico.
Completa la piazzetta l'elegantissimo tempietto ottagonale dedicato al Cristo risorto, realizzato in stile rinascimentale da Bernardino de Lera nel 1503.


2. Palazzo Raimondi
Corso Garibaldi 178 (visitabile solo esternamente )
Il Palazzo è sede della Facoltà di Musicologia e Paleografia Musicale (sede distaccata dell’Università degli Studi di Pavia). Costruito nell'ultimo decennio del Quattrocento è opera dell'architetto Bernardino de Lera. Facilmente individuabile poiché si differenzia molto dai classici palazzi d'epoca della città, prevalentemente costruiti in cotto, Palazzo Raimondi si caratterizza dalla facciata di marmo bianco e rosa, rappresentando così un atipico esempio di edificio del Rinascimento cremonese. Le decorazioni in bugnato riprendono lo stile dei palazzi tosco emiliani.


3. Palazzo Stanga Rossi di San Secondo - Maggi–Sospiri 
Corso Garibaldi 257 (visitabile solo esternamente)
Il Palazzo Stanga di San Secondo, ora Strozzi, è un palazzo dalle linee settecentesche che si sono sovrapposte alle linee quattrocentesche originali. Il pregevole portale è stato venduto al museo del Louvre dove ancora si trova tra le statue italiane del Canova e di altri grandi scultori. Un portale strepitoso opera di Giovan Pietro da Rho di cui è rimasto un calco nel salone dei quadri di Palazzo comunale.
 
4. Chiesa di Sant'Agata – Corso Garibaldi (visitabile)
Di antica fondazione (1077), ma completamente rinnovata nella planimetria nel 1495 su progetto di Bernardino De Lera , conserva ancora intatto l’antico campanile risalente al XII secolo. Facciata neoclassica del Voghera (1845), urbanisticamente rappresenta, insieme al Palazzo Cittanova, il secondo nucleo cittadino, sorto in epoca medioevale ed esterno al perimetro della città romana. All'interno conserva la preziosa “Tavola di Sant’Agata” , opera di un anonimo del XIII secolo .


5. Palazzo Cittanova – Piazza Sant’Agata (Corso Garibaldi) (non visitabile – aperto in occasione di mostre, concerti, convegni, conferenze)
Il palazzo Cittanova venne costruito nel 1265 all'esterno dell'antica città romana. La parte frontale presenta una facciata a due piani: quello inferiore costituito da un porticato su pilastri con arcate gotiche su pilastri e quello superiore in mattoni e coronato di merli a freccia. Per tutto il XII secolo vi si riuniva il "Consiglio della Città Nova" e nel 1412 divenne sede della corporazione dei mercanti di fustagno. Attualmente è di proprietà del Comune di Cremona ed è utilizzato per congressi e manifestazioni.


6. Palazzo Trecchi – Via Trecchi, 20 (visitabile solo esternamente)
Edificato nel 1496 Palazzo Trecchi ha attraversato metà del nostro millennio con un simbolo del prestigio e del potere consacrato all'ospitalità.
La storia lo ha rinominato Dimora dei "Principi Transitanti" perché fra queste mura, trovarono ristoro e degna accoglienza i grandi personaggi che il Duca di Milano affidava alla famiglia Trecchi. A metà dell'800 i marchesi Trecchi decidono di rinnovare l'edificio con decorazioni neogotiche. Attualmente il palazzo è sede congressuale e luogo di esposizioni e ricevimenti.


7. Chiesa di Santa Margherita- Via Trecchi (visitabile)
Nel 1519 ne venne nominato priore l'umanista e poeta cremonese Marco Gerolamo Vida, poi vescovo d'Alba, che ne volle l'integrale ricostruzione nel 1547, affidando a Giulio Campi la realizzazione architettonica dell'edificio e la decorazione interna. 
Gioiello del rinascimento cremonese, la chiesa è particolarmente cara ai cremonesi per la devozione a S. Rita da Cascia.


8. Museo Civico Ala Ponzone – Via Ugolani Dati, 4 (visitabile)
La Pinacoteca segue un itinerario che, nello sviluppo cronologico, mette in rilievo gli apporti originali della scuola artistica cremonese, con le figure attive fra Umanesimo e Rinascimento, da Bonifacio Bembo, Boccaccio Boccaccino, Altobello Melone, a Bernardino Gatti e agli esponenti della famiglia Campi (Giulio, Antonio, Bernardino, Vincenzo) nella rigogliosa stagione del Cinquecento.
Un accento particolare appare nel salone che ospita i grandi quadri secenteschi provenienti dalla chiesa di San Domenico, demolita nel 1869-70. Punto centrale del percorso espositivo è il San Francesco in meditazione di Caravaggio. Le sale successive sono dedicate alla natura morta cremonese, dove è esposto il celebre dipinto di Giuseppe Arcimboldo "L'ortolano". L’itinerario nella cultura artistica prosegue nel Seicento con gli esempi della grandezza pittorica del Genovesino. La forza del ritratto ottocentesco appare nelle opere di Giovanni Carnovali, detto il Piccio (1804-1873). Il Novecento e la contemporaneità concludono, esponendo opere e artisti di livello non solo locale, la sequenza cronologica del Museo. Il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe accoglie una vasta e fine collezione.
Dal 2013 il museo ospita "Le Stanze per la Musica", collezione storica di Carlo Alberto Carutti di strumenti a pizzico, una delle più importanti raccolte di strumenti a corda per la qualità, rarità e stato di conservazione degli strumenti che la costituiscono. Una raccolta che ripercorre quattro secoli di liuteria: oltre sessanta strumenti costruiti dai principali artigiani europei attivi nei secoli XVII, XVIII e XIX, fra cui Voboam, Fabricatore, Guadagnini, Pons, Panormo e Stauffer.


9. Chiesa di San Agostino – via Breda 4 (visitabile)
La chiesa, che si apre su una suggestiva piazza, completata nel XV secolo, ma successivamente rimaneggiata, si presenta all'esterno nelle tradizionali linee del gotico monastico lombardo. Centro di una vivace vita religiosa e culturale grazie alla presenza dell'attiguo monastero dell'Ordine degli Agostiniani (oggi non più esistente), la chiesa si arricchì nei secoli di importanti opere d'arte, quali gli affreschi di Bonifacio Bembo nella Cappella Cavalcabò (1447 ca.), terza cappella di destra, tra le migliori espressioni della pittura tardogotica lombarda, e la splendida tavola del Perugino, oggi collocata sul quinto altare, realizzata nel 1494, esempio di opera di cultura rinascimentale a Cremona destinata ad avere un profondo influsso sulla pittura locale. nella cappella del SS. Sacramento, che conserva sulle pareti e sulla volta affreschi quattrocenteschi di Giovan Pietro da Cemmo e nella Cappella della Passione di Cristo, seconda cappella di destra, uno dei capolavori del barocco cremonese: fu realizzata dal comasco Giovanni Battista Barbarini nel 1666 e raffigura la Passione di Cristo con un gruppo statuario di grande effetto scenografico, realizzato con una tecnica particolare utilizzando materiale povero come lo stucco.
Si segnala inoltre la pala dell'altare maggiore, dipinta nel 1594 dal cremonese Andrea Mainardi, che raffigura una rarissima iconografia da ricollegarsi alla cultura dell'Ordine Agostiniano: il Redentore viene compresso dagli angeli sotto a un torchio e il suo sangue viene raccolto in ampolle dai dottori della chiesa.


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