La storia del Museo Stradivariano inizia col 1893 quando veniva accettata dalla città di Cremona la donazione di Giovanni Battista Cerani contenente alcuni reperti appartenuti ad Antonio Stradivari.
La collezione si è di volta in volta arricchita attraverso donazioni private. La parte più significativa del Museo è quella rappresentata dal materiale venduto dal figlio di Stradivari al conte Ignazio Cozio di Salabue, collezionista di strumenti ad arco: la collezione fu donata nel 1930 alla città di Cremona dall'ultimo proprietario, il liutaio Giuseppe Fiorini.
Inaugurato il 26 ottobre di quello stesso anno, il museo espone un corpus unico al mondo costituito da forme in legno, modelli cartacei e attrezzi vari appartenuti al grande liutaio cremonese, oltre a numerosi strumenti ad arco e a pizzico dei secoli dal Diciottesimo al Ventesimo.
Da segnalare la possibilità per non vedenti e ipovedenti di muoversi all'interno del percorso museale grazie all'utilizzo di piantine tattili in braille.
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