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LA CATTEDRALE
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Video "Piazza del Duomo" | 3D
La Cattedrale, iniziata nel 1107, venne danneggiata dal terremoto che interessò tutta la Pianura Padana nel 1117; ripresi i lavori, venne completata in stile romanico alla fine del 1100 ma consacrata dal vescovo Speciano solo nel 1592.
Prima di questa data la Cattedrale romanica era stata trasformata con aggiunte e rifacimenti dal Duecento al Quattrocento: oggi presenta perciò una facciata con doppio ordine di loggette, uno splendido rosone centrale del 1274, completamente traforato, e il protiro gotico con leoni stilofori ed un coronamento superiore a timpano triangolare di stile rinascimentale. Della prima costruzione romanica rimangono le lastre con i quattro profeti, murate nello stipite del portale centrale, riferibili alla cultura dello scultore Wiligelmo, e il fregio con la sede dei mesi, visibile al di sopra dell'arco ogivale del protiro, databile al 1200-1220 di stile antelamico. L'interno non presenta più le caratteristiche dell'originario stile romanico poiché venne trasformato nel Rinascimento e durante l'epoca barocca. Il capolavoro della Cattedrale è sicuramente lo splendido ciclo cinquecentesco di affreschi sulla vita della Vergine Maria e di Gesù recentemente restaurato e definito la "Cappella Sistina del nord Italia" .
Nella navata laterale destra spicca il primo altare con una tavola realizzata nel 1522 da Giovanni Antonio de Sacchis detto il Pordenone. L'altare successivo, del 1650, raffigurante S. Eusebio che resuscita un fanciullo, è un esempio particolare della scultura lignea barocca cremonese, come l'altare del 1669 con la Sacra Famiglia collocato di fronte nella navata laterale sinistra. Altro elemento di spicco è il coro ligneo realizzato fra il 1482 e il 1490 con la tecnica della tarsia . Nel braccio sinistro del transetto, nel lato destro, si incontra dapprima l'altare dedicato a S. Arcangelo con la tela realizzata nel 1566 da Giulio Campi, subito dopo una "Deposizione" del fratello Antonio, eseguita nello stesso anno, sorprendente per lo scorcio prospettico del corpo di Cristo morto in grembo alla Madre. Piegando verso destra si entra nella cappella dedicata alla Madonna del Popolo, scenografico ambiente di gusto barocco, appena al di fuori del quale è visibile una ripida scaletta che conduce alla cripta, che viene trattata a parte.
Altro elemento di spicco, collocato di fronte ai due altari, è la Grande Croce: venne realizzata nel 1478 da due orafi cremonesi, Pozzi e Sacchi, in argento rivestito di lamine dorate e smalti blu. Veniva portata in processione per le vie cittadine nel giorno di Ferragosto, giorno di festa patronale per la Cattedrale, dedicata a Maria Assunta, finché nel 1755 venne resa stabile con la costruzione dell'attuale basamento in forma di tempietto ottagonale.
IL TORRAZZO
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Edificato nella seconda metà del XIII secolo e terminato nel 1305, con i suoi 112 metri d'altezza è la più alta torre campanaria in muratura italiana. Il Torrazzo affascina chiunque lo guardi dal basso per la sua mole incredibile, ma basta percorrere i cinquecento gradini che portano alla sommità per godere di un visione panoramica vastissima che spazia dalla Pianura Padana fino ai rilievi alpini. Sul Torrazzo spicca il grande planisfero dell'Orologio di nove metri di diametro, orologio astronomico a segnare, con le sue diverse lancette, ore, fasi lunari e segni zodiacali .
Al secondo piano è possibile ammirare la ricostruzione di una bottega liutaria con l'esposizione di strumenti e oggetti necessari alla costruzione di un violino. Proseguendo nella salita, ci si imbatte nella famosa Stanza dell'Orologio: qui è possibile ammirare l'originale meccanismo dell'antico orologio realizzato nel 1583 e tuttora funzionante, vero capolavoro della tecnica cremonese cinquecentesca.
IL BATTISTERO
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Di forma ottagonale, classico richiamo simbolico al battesimo, chiude il lato meridionale della Piazza del Comune. Venne edificato nel 1167 e completato nel XV secolo con il coronamento superiore a loggia. La facciata è in laterizio a vista con solo due lati rivestiti con elementi marmorei ed un protiro cinquecentesco con leoni stilofori che si richiama al protiro duecentesco della facciata della Cattedrale.
L'innalzamento cinquecentesco del Battistero ha reso invisibile all'esterno l'originaria copertura a volta dell'edificio romanico, visibile invece in tutta la sua maestosità dall'interno. L'interno, severo e austero di stile romanico, conserva la vasca battesimale in marmo rosso di Verona, ultimata nel 1531 da Lorenzo Trotti e due altari in legno intagliato, dorato e policromo, sulla destra quello dedicato a S. Biagio della fine del XVI secolo e sulla sinistra quello in stile barocco intitolato alla Vergine Addolorata, eseguito nel 1697 da Giacomo Bertesi, insigne scultore cremonese.
Il Battistero conserva inoltre alcuni reperti lapidei che facevano parte della decorazione scultorea della Cattedrale: due grandi sculture, Telamone e Cariatide, probabilmente facenti parte di un pulpito o di un portale, la pietra di fondazione della Cattedrale con i profeti Enoch ed Elia riportante la data 1107, un'acquasantiera in marmo con sirene degli inizi del XII secolo, un bue in marmo, sempre databile agli inizi del XII secolo, simbolo dell'evangelista Luca.
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